L’inizio della ripresa

Intervista a Giulia Biggera, responsabile amministrativa di Alternalab.

Settembre 2020. Questo anno ce lo ricorderemo tutti, anche le generazioni a venire. L’anno del COVID-19. L’anno della pandemia, della quarantena, degli arcobaleni, dell’andrà tutto bene. Insomma, un anno che ha messo tutti a dura prova. Il mese di settembre di solito segna il nostro desiderio di ricominciare e quest’anno più che mai abbiamo voglia di lasciarci tutto alle spalle e rinascere. Eppure, il coronavirus è ancora tra di noi e, se non vogliamo incorrere in un altro lockdown, dobbiamo assolutamente imporci di rispettare le misure che il governo e i vari esperti nel settore ci hanno indicato.

Lavarsi le mani frequentemente, evitare i contatti ravvicinati, indossare la mascherina. Alternalab è scrupolosa nel far rispettare ai propri dipendenti e visitatori il regolamento interno per la prevenzione del COVID-19. Per entrare nei nostri uffici e per spostarsi all’interno di essi è obbligatorio l’uso della mascherina e provvedere all’igienizzazione delle mani. Le postazioni di lavoro sono distanziate e poste almeno ad 1.5 m l’una dall’altra. I nostri uffici inoltre sono tutti muniti di attestati di avvenuta sanificazione grazie ai generatori ad ozono a norma CE.

Non sono cambiate quindi solo le nostre azioni, ma anzi, soprattutto, le nostre abitudini. A questo proposito abbiamo chiesto ai nostri dipendenti e ai nostri leader le loro opinioni riguardo alla situazione attuale, riguardo alla prevenzione attuata da Alternalab e ad eventuali altre soluzioni in merito. Le risposte di Giulia Biggera, responsabile amministrativa di Alternalab.

Giulia, volevamo innanzitutto chiederle come ha vissuto il periodo del COVID.

Per me è stato un fulmine a ciel sereno, nessuno si sarebbe mai aspettato tutto questo, soprattutto da diversi mesi a questa parte, anche quando ascoltavamo il telegiornale, a fine dicembre-gennaio, con l’allerta COVID in Cina, non avremmo mai pensato si arrivasse fino a qui. Per quanto riguarda il lavoro ho adottato fin da subito lo smart-working, come anche i nostri dipendenti. Abbiamo prima tenuto una riunione interna sul da farsi, dopodiché abbiamo deciso: chi poteva lavorare da remoto, avrebbe adottato lo smart-working, mentre una buona parte del nostro personale purtroppo sarebbe entrata in cassa integrazione, non potendo offrire il proprio contributo da casa. Fornendo servizi esterni inoltre, se il cliente non domanda più, ci si deve adattare in qualche modo. Oltretutto, alcuni nostri clienti hanno dovuto organizzarsi internamente. Stiamo comunque parlando di una situazione nuova per tutti…

Cosa può invece dirci della situazione odierna?

Adesso, la mole di lavoro è pressoché uguale a prima della pandemia, forse addirittura maggiore. Abbiamo acquisito diversi nuovi clienti, che ci hanno contattati per i nostri servizi. Quindi diciamo che stiamo procedendo bene. Certo, la strada è lunga ma riusciamo a vedere la luce.

Cosa ci può dire riguardo alle misure di sicurezza adottate da Alternalab?

Ci siamo fin da subito adoperati nella sanificazione dell’ambiente dei nostri uffici, anche per quello che riguarda i condizionatori. All’entrata inoltre è presente un dispenser per igienizzarsi le mani e un termometro infrarossi per misurare la temperatura a chiunque entri. Utilizziamo tutti la mascherina all’interno degli uffici e osserviamo al meglio tutte le misure di sicurezza. Anche in sala mensa, dove prima mangiavamo tutti insieme, adesso facciamo dei turni, oppure mangiamo alla propria postazione.

Pensa ci possano essere ulteriori misure di sicurezza da adottare?

Credo queste siano le misure di sicurezza più importanti e necessarie. Anche negli altri uffici le utilizzano, per cui credo siano le migliori ad oggi possibili.

Com’è cambiato quindi il lavoro con il COVID?

È cambiato innanzitutto con lo smart-working. Prima della pandemia, recarsi in ufficio era la normalità. Adesso, si può comunque lavorare da casa, in questo c’è una grandissima flessibilità. Essendo il nostro un lavoro di ufficio, abbiamo il vantaggio di poter applicare lo smart-working. Capisco bene che per altri tipi di lavoro tutto questo possa risultare difficile, se non addirittura impossibile.

Pensa che anche in futuro si possa utilizzare questo modo di lavorare? Mi riferisco allo smart-working

Secondo me la situazione rimarrà così per molto tempo. Ad oggi, tante aziende, grandi o medie che siano, lo utilizzano come facevano durante il lockdown, allo scopo di evitare di creare aggregazioni di troppe persone sul luogo di lavoro.

Cosa si augura per il futuro?

Personalmente spero ci sia davvero una tregua, un miglioramento. Vivere una situazione del genere non è esaltante. A volte mi fermo a pensare che sia davvero una situazione paradossale. Soprattutto alla fine del lockdown, uscire di casa e vedersi tutti con la mascherina, i guanti, la paura, era una situazione irreale, quasi da film. Ora magari ci facciamo meno caso a causa dell’abitudine, però ecco, so che sembra una frase un po’ banale, ma spero vivamente tutto passi in fretta.

Ebbene, questa situazione un po’ “da film”, come descritta dalla nostra responsabile amministrativa, purtroppo è reale. La sentiamo, la vediamo e la viviamo. E tutti noi, come Giulia, ci auguriamo davvero che questa situazione possa trovare fine. Settembre 2020, il mese della rinascita è già iniziato.